Nolanus: A me pare che la situazione sia imperfetta e desolante, lontana dagli ideali che ispirano le nostre comunità, le quali sembrano a loro volta imperfette. I miei ideali sono traditi dalla realtà, e la realtà contraddice i miei ideali, e ogni faccenda smentisce le altre, e ogni ideale smentisce gli altri, così che io non so più che dire o che fare. A dire la verità, non so più se dire, né se fare! O signore, dimmi la tua verità!
Hermes: Il divenire è verità a questo mondo: al divenire saranno devoti i nostri ideali, e al divenire saranno devote le nostre azioni, come gli ideali sono ispirati dalle condizioni materiali, e le condizioni materiali sono ispirate dagli ideali, mai fermandosi, sempre inseguendosi, e a questa verità saranno i nostri discorsi e le nostre azioni dedicati, perché chiunque veda questa verità sa che pensare e agire sono di questo mondo, e non pensare e non fare non lo sono. E sapere questa verità è sapere prima di perfezione e imperfezione, unità e disgiunzione, divenire e vita e movimento e tempo e spazio, e sapere che è in tutte le cose a tutte le scale e attraverso tutti i momenti e luoghi, in mente e universo ugualmente, e quindi in persone e popoli ugualmente, e così l’opposto per ciascuno di loro è lo stesso degli altri, e tutti sono uno.
Nolanus: Sono aperto ai tuoi insegnamenti, ma non ne posso accettare la verità, perché il tuo discorso si basa sull’evidenza di se stesso, e a me non è evidente. Non posso pensare a una società perfetta? Posso disegnare la più perfetta Utopia, e dare forma sia al suo ideale perfetto sia alle sue condizioni materiali perfette, per quanto improbabili, così che si combacino, si riproducano, e durino per sempre. Tutti gli umani di coscienza consacrano le loro azioni e i loro ideali alla perfezione della loro utopia, che è evidente alle loro menti e nel loro cuore.
Hermes: Prendi il cittadino della tua utopia, ma credi che ciò che segue sarà sempre vero per ogni essere in qualsiasi situazione: il tuo cittadino può pensare all’ideale perfetto, ma per qualsiasi ragione non agire così perfettamente, come le persone fanno, e il loro prodotto non sarà del perfetto ideale, ma solo parzialmente di esso. Le cose non saranno allora dell’ideale perfetto, ma di qualcos’altro. E delle condizioni materiali perfette non ispireranno perfezione in menti imperfette, come è imperfetta la mente umana, così che produrrà ideali imperfetti nel tuo cittadino, che non sono delle cose perfette in loro, ma di qualcos’altro. Se questa verità dei limiti umani è evidente, sappi che questo non è un fallimento dei tuoi cittadini né di qualsiasi essere, a prescindere dalla sua situazione, ma è in realtà il loro obbedire alle regole di questo mondo. Il fallimento non sarà allora negli ideali e nelle cose dei tuoi cittadini, che per un momento potrebbero sembrare perfezione, ma nel loro non sapere i loro limiti né la verità del divenire, né a proposito di idee e cose differenti alle loro, e così la perfezione e l’imperfezione di ogni, la propria compresa. Questa conoscenza è necessaria per essere veri agli ideali e alle cose che sono di questo mondo, e sono quindi informate della sua verità, invece che quelle che non sono di questo mondo, perché non ne sono informate. Il tuo ideale sarebbe imperfetto nella sua perfezione, come l’utopia che poni non è adeguata agli esserei umani, perché loro sono di questo mondo e le tue perfezioni no.
Nolanus: Non vedo perché condizioni materiali perfette non possano consistere anche in umani perfetti, visto che la nostra specie è destinata a superare la sua imperfezione. Cosa allora di una società di persone che, essendo perfette, non possono essere mosse nei loro ideali perfetti, e non agiranno imperfettamente contro le condizioni materiali perfette, così che anche queste saranno per sempre perfette? Non posso immaginare questo come il perfetto ideale, per quanto improbabile, e tendervi?
Hermes: Ciò che descrivi è necessario a sé stesso, quindi non può essere. Nessun discorso può essere fatto su ciò che eccede il nostro mondo per definizione. Ciò che mi hai posto è l’ideale perfetto, ma ti mostrerò che gli ideali perfetti sono imperfetti nella loro imperfezione, e quindi non di questo mondo.
Nolanus: Cosa allora dell’ideale di tendere a perfezionare gli umani nelle loro qualità e vite, per quanto possibile, non importa quanto limitato dalla realtà il nostro obiettivo sia, poiché sarà il massimo di ciò che possiamo conseguire? Io credo nel progresso, e nel conquistare sempre più benessere per tutti gli esseri umani, poiché posso e li amo tutti. Non è questo l’ideale umano più perfetto, per quanto improbabile?
Hermes: Le tue credenze sono molto alte e ben intenzionate, e apprezzo il tuo amore per i tuoi compagni che anch’io condivido, poiché i miei compagni sono tutti gli esseri. TI insegnerò allora ulteriormente nelle mie idee, in quanto siamo sorelle nella tensione per la vita.
Fai attenzione, quindi, alla purità degli ideali quanto alla purità delle cose, poiché la purezza non può essere mai totale e diventare perfezione. In realtà, nessuna condizione perfetta si avrà in ideali imperfetti, e nessun ideale perfetto si avrà in condizioni imperfette. Condizioni materiali imperfette resisterebbero ideali perfetti, e ideali perfetti morirebbero in condizioni materiali imperfette. Poiché condizioni materiali limitate determinano le possibili forme dei nostri ideali, così i nostri ideali saranno limitati; e come la mente limitata è incapace di idee perfette, non produrrà mai condizioni materiali perfette. Nella loro disunione, ideali e condizioni materiali si inseguiranno sempre, sempre cambiando, poiché l’immoto è un attributo solo della perfezione.
In questo mondo, allora, ci saranno sempre al più idee e cose che tendono alla perfezione in alcuni aspetti, e falliscono in altri. Guardati quindi di ciò che è detto, o è, perfetto, in quanto a può al massimo essere perfetto in alcuni aspetti, per quanto rilevanti, e quindi imperfetto. E quindi astieniti dal cercare di agire perfettamente, e pensare perfettamente, poiché la perfezione in questo mondo è sapere dell’imperfezione di idee e cose. Unità di ideali e condizioni materiali è solo possibile quando entrambe sono perfette, perché le imperfezioni di cose alte e complicate non combaciano mai sui bordi. In verità, una singola imperfezione in ideali produrrà condizioni materiali caotiche, e condizioni imperfette indurranno pensieri caotici.
Nolanus: Cos’è, allora, la perfezione?
Hermes: Unità di ideali e condizioni materiali è perfezione. Nella perfezione, tutti i bordi combaciano, vale a dire che non ci sono bordi, perché come gli ideali e le condizioni materiali combaciano è attraverso il combaciare perfetto delle loro forme, di contenitore e contenuto indistinguibili nel combaciare, così che nessuno è contenuto né contenitore, ma diventano lo stesso in quanto sono una verità insieme. Ma ideali perfetti sarebbero quelli che possono produrre le perfezioni delle materie, e le perfezioni delle materie sono destinate a generare gli ideali perfetti.
Immagina allora differenti ideali perfetti e differenti condizioni perfette. Siccome tutti i tipi differenti di ideali perfetti e tutti i differenti tipi di condizioni perfette condividono l’aspetto comune di perfezione, in sé e tra di loro, allora la perfezione è necessaria a ognuna di esse, ed è implicata da ognuna di esse, ed è implicata da sé stessa ed è sufficiente a sé stessa. Questa è la verità finale, e su di essa, solo la perfezione può essere conosciuta, e nessun dettaglio, poiché non ha dettagli, solo attributi che sono implicati nella perfezione, ma non la comprendono, e sono diversi quando in essa. La verità finale è la perfezione, e la perfezione è la verità finale; allora, l’idea perfetta, e la condizione materiale perfetta del Cosmo, entrambe non hanno dettagli né bordi nella perfezione, in quanto sono la stessa cosa, e sono l’ultima verità.
Nolanus: Posso accettare che la tua verità finale non possa essere conosciuta, ma non è questa una verità in sé? È questa la tua verità più alta, e cosa implica?
Hermes: La verità di questa indicibile verità è la verità del Divenire, ed è la necessaria seconda verità più alta, o la verità più alta di questo mondo. Se la perfezione è l’unione perfetta in idee e cose, allora la verità del nostro mondo è che non possano essere in perfetta unione, perché la perfezione nell’unità vuol dire il cessare del divenire, e il divenire è necessario all’atto stesso di pensare, che è dove le nostre idee vivono, e nessun pensiero può essere fatto nella immobilità del tempo o nella totalità dello spazio che non sia la verità finale in sé.
Nolanus: Parli di cose alte che sono vere, ma questi concetti mi sembrano lontani dagli umani e dalla società, e lontani dalle idee e cose di oggi, per quanto imperfette possano essere.
Hermes: Sappi immediatamente, allora, che tutte le verità sotto la verità finale sono verità per tutte le cose che sono di questo mondo, e sono precisamente le verità delle idee e delle condizioni. Queste sono le verità che discendono dalla verità della perfezione: cambiando nel loro reciproco inseguirsi di imperfezione reciproca e interiore, implicano la perfezione della verità finale, che non cambia ed è unita, e quindi dimostrano la necessità dei loro movimenti attraverso la loro perenne imperfezione, e attraverso ciò dimostrano la loro disunità, e queste sono tutte le stesse verità e regole. Siccome gli ideali perfetti sono fissi, e le condizioni materiali perfette durano per sempre, e sono una cosa e la stessa, la verità dell’impossibilità di ognuna delle due perfezioni, e quindi la loro disunità, visto che altrimenti sarebbero uno, è la nostra più alta verità di ragionamento, la verità sulla verità, ed è vera di tutte le cose a questo mondo, perché tutte insieme lo costituiscono.
Nolanus: Considererò allora il tuo discorso come su ogni fenomeno, come stai implicando una persona dovrebbe. Ascolterò questo discorso che è sulla scienza e sulla religione quanto sui pianeti e sul cosmo, sugli umani e animali quanto su società e storie, e tutte le cose considerate combinate e disgiunte, ad ogni livello e in tutti gli aspetti, e confronterò queste verità a ogni livello di mio piacimento, dagli atomi alla musica, e vedrò che se fallisce in una, fallisce in tutte le cose, perché se fosse vera non fallirebbe.
Hermes: Troverai allora che questo discorso è l’atto di sapere a tutti i livelli, non solo quelli di tuo piacimento, perché la missione per una verità simile ne implica l’esistenza, perché la domanda può essere fatta su ciò che non si può sapere, e così ciò che viene chiesto esiste nella qualità che non è noto. Siccome la domanda finale è quella su tutto, che può essere chiesta solo sapendo tutto, allora può essere solo chiesta nella perfezione, e sarà in sé la perfezione, che è la verità a cui si vorrebbe rispondere. Per arrivare alla perfezione sarebbe necessario prima sapere tutto ciò che c’è da sapere, e poi porre la domanda finale, che è la domanda su tutte le domande, quella della perfezione, ma la conoscenza di tutto è la perfezione in sé, essendo la capacità di fare la domanda e rispondervi la stessa cosa in uno, così che conseguire tutto ciò che c’è da sapere sarebbe rispondere alla domanda sulla verità finale senza neanche porre la domanda, essendo la perfezione di ogni cosa la domanda e risposta in sé. La ricerca della perfezione allora non è di questo mondo, così che l’investigazione sulla verità finale sarà la nostra più alta verità in sé, nel fatto che non è conseguibile e non nel fatto che sia conseguibile. Nota allora che la domanda di cosa c’è da sapere, e ciò che non è possibile sapere, sono verità che non falliscono ad alcun livello poiché sono la struttura che ospita tutti i livelli, e sono in sé il linguaggio che costituisce la domanda tanto quanto le cose, da quando esistono, poiché è implicato nel divenire, così che queste domande sono questo mondo e sono la regola del divenire, e implicano la perfezione in quanto non lo sono.
Guardati allora di ogni ideale o condizione materiale ordinati alla conoscenza e manifestazione della verità finale, che è ideali e condizioni materiali perfette e in unione, attraverso l’accumulazione di ideali e cose, saperi e mezzi, menti e azioni, poiché la verità finale è in ogni cosa e tra ogni cosa e sotto e sopra ogni cosa, e non è nessuna di esse, e allora sapremo di ogni cosa solo in accordo alle verità del mondo in sé, e ci comporteremo con ogni cosa solo in accordo con la regola del divenire, in quanto è il massimo che è possibile pensare, ed è il massimo che si può fare.
Nolanus: Comprendo che la tua verità finale è la perfezione, e la verità sulla verità è ciò che perfezione non è, cioè questo mondo, che è lo stesso di dire la regola del divenire, ed è la disgiunzione di ideali e condizioni, in quanto la loro unità sarebbe perfezione, e quindi la loro disgiunzione no. E hai detto che la verità sulla verità è la verità più alta, ed è conoscibile, ma la mia è diversa dalla tua. Io penso al divenire come moto verso ideali e cose più alte, verso la perfezione, e non un ciclo infinito senza obiettivo, perché la verità di questo mondo io penso sia incompleta. Quale è in profondo la tua idea di divenire?
Hermes: Questo mondo può essere chiamato la verità del divenire, o la verità della disgiunzione, e nel suo inseguirsi, un ciclo che non si ripete. Deve anche essere chiamata la verità della vita e del movimento, poiché la vita è implicata nel movimento, in quanto emerge, e il divenire è implicato nella vita, in quanto l’emergenza è un movimento, e nessun movimento è senza vita, e nessuna vita è senza movimento, ed entrambi sono in divenire. Tendendo la vita a riprodursi uguale, producendo movimento, e siccome il movimento non è immoto, e implica la vita; muovendosi la vita, ed essendo mossa; la verità di idee imperfette e cose imperfette è la verità del movimento, ed è la verità della vita, in quanto sono la stessa. Ed entrambe sono la verità del tempo, attraverso il quale sono notate, ed entrambe sono la verità dello spazio, attraverso il quale sono collocate, e tutte le verità sono implicate dalla immobilità della prima, e sono implicate nel divenire, e sono tutte aspetti del divenire. E questo implica che ideali e cose non sono unite, in quanto se lo fossero sarebbero perfette e immobili, e quindi la disgiunzione è implicata nel divenire.
E così il Cosmo ha implicato, nella sua verità oltre ragione, questa verità nella ragione, dove idee e cose sono implicate dalla disunione e dal divenire, e il divenire è imperfezione alla perfezione. E così movimento e vita sono tra le più care cose al Cosmo, poiché attraverso la vita ed il movimento rivela la verità di sé stesso nella forma di idee e cose, e implica la verità di sé stesso, o la verità più alta. E quindi divenire in idee e cose è destino, in quanto idee e cose ordinate contro la regola del divenire sono anche contro la vita, e il movimento, e il tempo, e lo spazio. Accettare la più alta verità della ragione è accettare il divenire in idee e cose, ed è accettare il mondo nella sua natura e non nel suo stato.
Nolanus: Vedo che il divenire è l’essenza del mondo, ed è la regola che deve informare idee e cose. Ma questo ideale, allora, è una ideologia che si può conoscere? Ha un nome e un ragionamento?
Hermes: L’idea perfetta del nostro mondo, che non è l’ideale perfetto basato nella verità finale, è implicata nella verità del divenire, in quanto può essere conosciuta. Le cose perfette del nostro mondo, allora, sono anch’esse implicate dalla verità del divenire, in quanto può essere esperita, e in loro, le cose perfette sono le cose in divenire. Siccome entrambe sono una, la perfezione del nostro mondo è il divenire di ideali e condizioni, e la loro necessità reciproca, e la loro identità, in quanto sono la regola del divenire, e la regola del divenire è l’unica regola, che contiene in sé tutto il suo ragionamento.
L’idea perfetta di divenire può solo essere nelle cose che vivono e si muovono, e le cose perfette del divenire possono solo essere nelle cose che sono vissute e mosse, in quanto sono figlie della vita e del movimento. Siccome questa è la verità del Cosmo in divenire, l’idea perfetta e la condizione perfetta del mondo sono già, sono sempre state, e sempre saranno, in accordo con la verità del divenire e non in accordo con la verità finale, che è la perfezione e quindi immobile.
La verità più sacra conseguibile dagli uomini, e l’idea, e la condizione, sono, allora, in sé, la verità di questo universo, della nostra mente, e delle nostre condizioni materiali, nel loro obbedire la verità del divenire, che esse stesse sono. Chiunque può riconoscere questa verità, in quanto è evidente alla mente guardando alle sue azioni imperfette, e le azioni dichiarano disunione alla loro mente. poiché menti imperfette comandano azioni imperfette, e azioni imperfette portano menti imperfette, reciprocamente si influenzano, e la verità di ciclica disgiunzione emerge. L’imperfezione della disgiunzione è implicata dalla perfezione oltre ragione, ed è la perfezione di questo mondo, ed ancora una volta, è il mondo in sé, ed è la regola del divenire.
Siccome il Cosmo e la mente umana condividono questa verità, e in realtà ogni cosa lo fa, perché sono la stessa verità e la stessa disgiunzione, allora tutte le cose portano la verità della disgiunzione e del divenire dentro di sé, quindi la loro perfezione a questo mondo. E siccome la totalità del cosmo porta questa verità, e tutte le cose in esso e tutte le loro costituenti portano questa verità, allora un gruppo di persone, in sé, può sapere della verità del divenire come una persona può, guardando agli ideali di gruppo, e alle condizioni di gruppo.
Nolanus: Vedo che il tuo ragionamento si contiene da solo, in quanto il ragionamento è la verità sulla verità, e quindi il mondo, e la disgiunzione e il divenire, e gli ideali e le condizioni materiali, ad ogni livello. Questa idea è il tuo manifesto? Semplicemente il divenire, e un infinito inseguirsi in esso?
Hermes: Questo è dunque implicato in ogni cosa: che una società produrrà idee e condizioni materiali imperfette, entrambe soggette al divenire, e quindi cambierà in sé. Per quanto grande l’entità sia, dal più piccolo infante alla totalità della vita, sarà vera alla regola del divenire, e la contraddizione tra idee e cose, e in ciò sarà perfetta a questo mondo, e quindi ne servirà il manifesto, una parola bassa che non nomineremo più, perché sostituisce la regola del divenire senza esservi appropriata in alcun aspetto, e quindi sarà chiamata ragionamento.
L’idea perfetta di questo mondo, abbiamo detto, è quella del divenire specificatamente perché non è quella della perfezione. Gli ideali in questo mondo che aspirano alla perfezione sono dunque destinati a catturarne solo alcuni aspetti, come immobilità, totalità, essere e non essere, o qualsiasi attributo che è della perfezione ma non è la perfezione, e avrebbe un significato diverso nella perfezione che non può essere colto.
Tutti gli ideali che aspirano alla perfezione, allora, non sono del divenire, in quanto la perfezione è immota, e quindi non sono di questo mondo, nel senso che non sono appropriate alle sue regole. Nessuna entità dovrebbe aspirare di essere mai in divenire, non per peccato ma perché inutile, in quanto è destinato a non essere di questo mondo, e quindi improprio da considerare. In quanto una vita senza divenire sarebbe una che richiederebbe nessun movimento, e nessun movimento implica nessuna vita, e una cosa può stare ferma e comunque venir mossa, e quindi lo farà in quanto ogni cosa è in moto nel mondo del divenire, e quindi l’immoto non è di questo mondo. E un movimento senza divenire sarebbe uno che non supporta vita alcuna, in quanto nessun divenire implicherebbe nessun movimento, e la vita si muove per esprimersi, così che la vita non può mai essere immobile.
Un ragionamento perfetto nei confronti della verità finale è allora imperfetto a questo mondo, e un ragionamento perfetto alla verità sulla verità è perfetto a questo mondo. Tutta la verità è contenuta nella domanda sulla verità finale, e sulla verità a riguardo, in quanto tutto è implicato per necessità, e questo ragionamento è il più puro di tutti, il più caro al Cosmo e a ogni essere, e ad ogni sua comunione.
Nolanus: Stai dichiarando, quindi, che questo è il ragionamento finale di questo mondo, e a questo ragionamento tutto sarà ordinato? Implichi, allora, che in tutte le loro vite, gli esseri seguiranno la regola del divenire in sé stesse, che è la stesso di seguire quella del divenire fuori da sé stesse, in quanto tutto è destinato a seguire la regola del divenire, e questo è implicato nella regola del divenire, e questa è la verità finale oltre il quale non andare, in quanto oltre non c’è più verità che quella finale?
Hermes: La scienza della verità che ti insegno, così come è questo mondo in sé, è anch’essa in divenire, limitata solamente alle verità che sono fisse, che è la verità finale, implicata da quella del divenire, la cui fissità è quella di divenire, essendo il divenire in sé. Così come il divenire è dimostrato in sé, esso è allora la legge che afferma la verità che hai dichiarato, così che tutte le entità la seguiranno, perché la regola e il mondo sono la stessa cosa, e le entità ci abitano.
La regola del divenire è l’unica regola che non può essere infranta né ignorata, e non necessità di potere per difendersi, né di chiese per essere professata, né scienze che la dimostrino ulteriormente, in quanto è ognuna di queste cose e tutte le cose che negano la verità del divenire ne sono anche schiave. La regola del divenire è l’unica autorità di questo mondo, e niente può opporla. Niente può indurre immobilità nel divenire, e il Cosmo favorirà sempre il divenire in ogni cosa e nelle loro costituenti, a tutti i loro livelli e in tutti i loro aspetti.
Ora tieni a mente la verità della regola del divenire del cosmo, e degli umani, e di tutte le cose tra e sotto che possono formare comunioni, poiché la regola è uguale per tutte, e quindi anche l’unica meritevole di essere contemplata, e in base alla quale agire. Tutte le compagnie che vedono la stessa verità penseranno e agiranno in ideali e condizioni materiali entrambe, guidate dalla regola del venire, inestricabilmente ed inevitabilmente, e quindi anche noi; e i nostri discorsi ed atti saranno gli stessi della regola, e quindi della vita e del divenire, e mai della morte e dell’immobilità, perché le prime sono di questo mondo, e le seconde non sono di questo mondo.