Le persone spietate sono poche. Sempre.
Sono una piccola parte della popolazione. Un “tipo” di persona. Se siamo tutte in qualche modo neuroatipici (e se non tracci la linea, lo siamo per definizione. siamo tutte diversi, divergiamo tra noi), ci sarà quella che ha i tratti di ciò che consideriamo spietato.
I fascisti sono come si indicano sotto l’aspetto politico. Economicamente, sono borghesi. Capitalisti di rapina. Socialmente, sono aggressivi, e dovranno anche accontentarsi del maschile sovraesteso per ovvi meriti di genere. Sono persone irruente, insubordinate, egoiste. Sull’identikit del fascista vero, dovremmo esserci tutte.
E tutte le altre persone che ci vanno dietro, si prestano, si esaltano?
Persone normali. Magari, a volte, aggressive. Magari, a volte, borghesi. Persone che a volte sono spietate, e al momento se lo sentono più che in altri.
Ma gli spietati veri, quelli fanno paura anche a loro. Gli spietati alla bisogna ricevono gli stessi messaggi di chi il fascismo lo ripudia. Sentono le stesse parole, le stesse minacce. Solo che, nella loro saltuaria spietatezza, calcolano sia meglio con, piuttosto che contro.
Forse anche su questo, ci siam tutte. Però poi non ci diamo seguito. Non vediamo la paura negli occhi delle persone di destra. Non accordiamo pazienza e comprensione a chi, di fronte alla paura, cerca di farsi salva.
Fine dell’empatia. Fuori ci sono la guerra, la fame e la morte, e a me passa proprio per il cazzo che un borghese abbia “paura” di perdere i suoi privilegi, l’annoiata i suoi baretti, il lavoratore la sua azienda. Quello che voglio dire è, piuttosto, che dovremmo colpire al di là della narrativa di odio. Trattare questi meschini alla stregua dei miserabili che sono.
Non ripetere, insomma, la storia del razzismo in quanto tale, per esempio. Un sacco di gente non è razzista nei confronti delle persone che gli interessa non discriminare. Ce l’ha coi pezzenti, e i neri sono tra quelli. Il razzismo scientifico, o quello religioso, sono strumenti che assolvono sempre a colpire in basso. Non è trasversale, non è la lista delle trans-lotte. Al contrario: accorpare, ridurre, semplificare le categorie del conflitto. La lotta è una, dal basso verso l’alto, perché esiste un grosso basso e un piccolo alto. Non è complicato.
Potremmo dilungarci sulle mille applicazioni di questo discorso. È molto banale, però secondo me non è preso abbastanza seriamente, non è vissuto o messo in pratica a fondo.