Da pensare
C’è della verità dietro la violenza: rigettala.
Il tempo si scansiona in silenzi e dar voce a tutte le scale, a tutti i livelli, e a tutti i contesti.
dalla london dubstep alla brostep. dall’oppressione lgbt al vogue. e nuovi segreti vengono taciuti, e nuove verità vengono urlate.
parlare sempre allora? senza tacere, senza gridare, senza imporre il silenzio, senza farselo imporre.
la violenza discende dalla menzogna di mettersi nella posizione di aiutare senza sapere come.
questa verità discende dal comprendere il dualismo di ogni pace e violenza. Nel non capirsi tra estremi.
Ah mannaggia sto ripercorrendo in medio stat virtus.
Piegarsi e spezzarsi.
Il servizio si offre nella misura in cui è evidentemente reciproco: quando due opposti collidono è per la stessa voglia di mostrare dove cade il mezzo.
Il mezzo è sapere di questo.
Bisogna parlare con i fascisti? Bisogna trovarsi a metà con i fascisti?
E’ questa la Democrazia Cristiana? Direi di no, perché il mezzo sarebbe stato il compromesso storico? O era davvero il falso compromesso?
Se era il falso, comunque non credo alle BR la DC sembrasse il mezzo. Ma loro si consideravano il mezzo? vedevano, oltre di loro, qualcosa di più estremo con cui invece facevano il compromesso a metà col fascismo?
Magari l’estremo delle BR erano le persone che si arrendevano alla società, nel senso di prendervi parte contribuendovi, o passivamente, o di escludersi senza lottare.
Finisce mai la lista degli equilibri? I fascisti magari si considerano più moderati dei nazisti. I nazisti più moderati di..?
Effettivamente un’ideologia politica può restringersi fino a considerare solo il singolo, fungendo da estremo per ogni step superiore.
Sotto il singolo: solo alcune parti di sé eccetera, fino all’Unico e la sua Proprietà.
Sotto l’unico e la sua proprietà sta l’unico e basta, così via fino all’unico bosone dell’unico, e tutto.
E risalendo, la solidarietà può arrivare fino al cosmo intero, e finire di nuovo nell’unico.
Questo è il processo, ma quindi: che fare?
E’ evidente che semplicemente bisogni essere di servizio a prescindere.
Caso pratico è l’open-source come filosofia.
Caso pratico è non chiudere le porte a nessuno.
E quando ci si incontra? Spiegarsi. Ma su che termini?
Nei termini di raccontare il proprio compromesso e dimostrarlo. E poi?
Effettivamente la scala dell’uno va ripercorsa per arrivare all’uno.
Ognun a suo tempo e senza fretta, vedendo la strada di chi è più in là, non comprendendola finché non ci si arriva.
Perché percorrere la strada fa paura quanto fa bene, tutto qui.
Osare allora?
Ecco spiegato il male e la violenza. Osare verso l’unico verso l’alto è più opportuno che osare verso l’unico verso il basso. Sotto il più piccolo quark c’è di nuovo il Cosmo intero, e questo è tanto intuitivo come contro-intuitivo, sicché gli scienziati, dai quanti al cosmo, fanno fatica.
Ma anche noi da qui al cristo, facciamo tanta quanta fatica?
Allora non è in termini di fatica che si giustifica la direzione.
Allora è in termini di amore?
È nel fatto che ad odiare sempre cose più piccole (e forse gli scienziati odiano le persone nel senso di non volerle studiare? pensare meglio) si fanno violenze sempre più grandi?
A odiare il plutonio con piccoli elettroni, però, si salvano anche vite.
Come si giustifica allora questa faccenda della direzione?
Come si capisce, nel confronto, se ci si vuole approssimare, o allontanare? Cosa significa approssimarsi e allontanarsi contemporaneamente?
Deve esserci un modo di dire che uccidere è sbagliato.
Ad ogni livello, in effetti, qualcun dice che uccidere è sbagliato.
A tutte le scale e a tutti livelli, è sufficiente questo allora:
poter dire che uccidere è sbagliato, e fare di conseguenza.
Il cammino è tanto tra le scale e i livelli, tanto quanto al loro interno.
Non importa quindi se ci si trova a livelli diversi se il cammino è, al suo interno, verso l’unico. È su quella misura che si sceglie.
La direzione tra i livelli forse è suggerita dalla scala dentro il livello allora!
che alla fine del proprio livello si trova il fatto di fare il prossimo step nell’amore?
Così si giustifica non ferire, non violentare. Che a seguirlo si vede meglio altrove.
Per quanto difficile, aprirsi aiuta tanto. :3
Le persone vanno incontro alla morte in proporzione a quanto “sanno”? che tristezza. Una persona vorrebbe poter condurre una vita di bene, e la morte tanta paura fa quando ancora si vorrebbe fare del bene.
E che male c’è nel voler esperire ancora del bene a propria volta? Che senso ha farlo, se non si vuole riceverlo?
Beh non è sempre vero che è più bene rifiutare quel “bene”, nel senso che si sta già bene senza?
E di quel bene che si dà quando si riceve?
Forse è quello il bene in sé. Lo scambio è il bene più bello.
Come offrire la canna quando si chiede l’accendino e come si fa una domanda quando si dà una risposta.
L’affermazione su di sé è bella ma ancora più bella è quando è seguita da una domanda.
C’è sempre da capire, no? e alla fine di tutti i capire c’è l’uno.
E la scelta è in effetti una questione personale, certamente, senza dubbio.
Bisogna far vedere la scelta meno violenta, se si vede, tanto quanto capire quella più violenta, così che quella più violenta capisca sé stessa e l’opportunità di quella meno violenta ancora.
E pregare di essere sempre maestri e allievi di chiunque si incontra.
Questo al contrario fa vita lunga!
Chi si fa i cazzi suoi campa 100 anni.
Chi condivide tutto, 101.
Istituti carcerari come strutture finalizzare a far “svegliare” le persone. evidentemente quelli scandinavi funzionano piu’ di quelli italiani.
Istituti carcerari generalmente intesi quindi anche psichiatrici. infatti funziona di piu’ “svegliare” la gente che addormentarla di psicofarmaci.
La danza come susseguirsi di stiracchiarsi piacevoli. Differenze tra danze molto veloci e molto lente (fino a yoga).
la danza ritmica come rituale immersivo.
entrambe le cose per l’accesso allo stato di coscienza alt.
la necessità di prestanza fisica per svolgere determinati rituali.
la società inizia ad addormentarsi quando, spinta dal “bene” o dalla “necessità”, produce dominio o tecnologia che faciliti la situazione.
Facilitarsi troppo vuol dire perdersi nei sogni e diventare egoista, quindi il problema non è la tecnologia in sé ma la pervasività del sonno, la mancanza del controaltare.
chi sa di quanto è bello vivere necessariamente balla, o cose del genere.
le arti come dimostrazione di competenza in questo si è già detto.
le arti come aggregatori/facilitatrici dello stare sveglie quanto del dormire a rischio e pericolo haha
in effetti, qualsiasi cosa.
la soddisfazione di ballare bene/riconoscertelo come cosa che aumenta sempre di più il livello di felicità :3
la soddisfazione di intonare, ricordare, recitare bene e con passione ogni verso di un testo o una preghiera, per lo stesso discorso.
Ricordarsi il nome di chi si è appena conosciuto dice tutto, di tutto.
La classificazione alieno/terrestre si fa sempre su quel filone li, nelle sue varie scale e forme sulle persone.
Tanto meglio si fa su di sé, tanto meglio si fa sugli altri, sicché “non pensarci troppo” e “fatti i cazzi tuoi”.
I questionari non sono buoni manco per ordinare le pizze.
C’è la consapevolezza interiore che tali vissuti hanno un valore di verità assoluto e profondo, e difficile da comunicare efficacemente in quanto sensoriale, esperienziale, simbolico. La sensazione è quella di una voce esterna, di una influenza divina, di accesso a un sapere esterno. Non ci si rivendica l’autorialità del pensiero proprio in quanto troppo piacevole, troppo corretto per venire da dentro di sé.
Per essere raccontato, deve essere riprodotto nella mente e nel corpo di chi lo ha esperito, come di chi riceve, e deve essere riprodotto sia nel simbolo che nell’esperienza, perché l’esperienza è anche l’interpretazione. L’autorialità è un problema tanto personale quanto comunicativo e, immagino, anche sociale.
Forse c’è qualcosa sulla scrittura durante il ballo, o tra una meditazione e l’altra. Capisco perché l’ermetismo o gli aforismi: non è solo sintetizzato a posteriori, a volte si scrive di getto prima di scordarselo. In alcuni casi dev’essere così, perché io lo sto facendo adesso, e non sarò di certo la prima a farlo.
Lo specchio è ritualistico perché è, effettivamente, il portale attraverso il quale esperire autocoscienza. Quando si fissa allo specchio ci si vede in faccia, e ci si rende conto di essere nella testa, come nel corpo, e sul come ci si sta, in questo fatto, cambiano un sacco di cose. La differenza tra chi si sente il proprio corpo e chi si sente in lotta con esso, ad esempio.
Quindi tutte le storie su mente-corpo sono per questo. La scissione mente-corpo va sanata: danza, arti marziali, meditazione, sport eccetera. Quando ci si guarda allo specchio si è in due in quel senso, si è la mente che si guarda il corpo riflesso allo specchio.
I momenti di diversa sincronia tra mente e corpo sono le visioni e ogni altra cosa?
I bambini che vedono la guerra smettono di parlare perché il linguaggio è una funzione della mente dominante, e il corpo decide che la mente non è più al comando del sistema nel suo insieme. Può continuare a verbalizzare internamente ed ascoltare, essere vigile, dare comandi, ma alcuni non più. A volte, “il corpo si rifiuta”.
È normale. Il corpo che vive un’esperienza di quasi-morte lo ricorda per sempre. Non mi è ben chiaro come funzionano i ricordi per il corpo, o la mente, o niente. È evidentemente molto sensoriale, e può avere cicatrici profonde, incastrarsi in dei loop, ma anche rigenerarsi. Forse, finché la mente è vigile, il corpo non può accedere a quei ricordi, a quelle risorse mentali se vogliamo. Se ne riappropria in momenti come le trance o i sogni, ed è per questo che chi ha il PTSD continua a rielaborare il trauma nel sogno ricorrente, e riviverlo nel corpo. Perché non ci si è mai fermati appropriatamente a guarire quella fetta di mente che è del corpo. Mi rendo conto di stare facendo un casino coi termini.
Noi siamo cervello e corpo. Nel cervello, durante la veglia, vige un certo stato di coscienza che, come epifenomeno, è l’io vigile. Porco dio sto scrivendo la psicanalisi.
L’io inconscio così detto è quello lateralizzato a destra rispetto allo stato di coscienza tipico. Per la questione della lateralizzazione del cervello nelle sue funzioni, capisce più di sensorialità che di linguaggio. Quando dormiamo noi, in realtà è sveglia lei, e viceversa, metaforicamente, più o meno.
Il feedback tra specchio vero e neuroni specchio, nella sua infinità, è una porta di accesso a questo sincronismo mente-corpo.
Gli occhi sono specchi, sono lo specchio dell’anima nel senso che l’anima di chi guarda gli occhi viene specchiata, cioè il corpo viene presentato all’io dall’esterno. Ecco perché ci piace specchiarci negli occhi, ed è un momento così emotivo. Gli occhi erano i nostri primi specchi.
Ecco perché ci baciamo.
Fenomeni sempre più complessi e numerosi tra umani, e gli sviluppi tecnologici, rincorrendosi, fanno nascere via via sempre più distorsioni nella funzione narrativa,
Canto, danza e musica non credo sia possibile siano emerse separatamente, in quanto la ritmica è implicita nel suono, ed è connaturata a tutte e tre.
Chi meglio danza, meglio dimostra il livello del suo stato di coscienza, la capacità di accedervi, la frequenza nel farlo.
Jester of all trades perché più si espandono i confini del sapere in ogni direzione, e più si allena la capacità di generalizzazione e traslazione, di usare simboli e metafore.
Ecco perché parlo per esempi da ogni scienza.
Capisco perfettamente la necessità di collimare questo sistema di pensiero con gli altri sistemi di sapere, di notarne l’attrito e la necessità di monismo. Capisco la necessità di scrittura simbolica, la produzione di testi metaforici e linguaggi formali, e via discorrendo, perché lo sto facendo.
È un po’ una compulsione. Capisco perché ci sia la necessità di intercettare tendenze sciamaniche ed educarle per anni. Non potendola sopprimere, si può solo indirizzare. Probabilmente il percorso sciamanico è esattamente uno di multidisciplinarità scientifica, arti, danza, musica e sostanze, perché è come mi sta succedendo.
L’atto di ballare è in effetti applicare più coscienze insieme. Quella ritmica, quella del corpo come sensi e movimento, quella del pensiero. Ci si forza di espandere i confini generali del pensiero.
Quando si pensa saltando di palo in frasca coi temi, probabilmente si attivano aree neurali intorno ad esse. Più si fa velocemente, più si pre-attivano aree che rispondono a temi e cose diverse, contemporaneamente, ed è più facile collassare i temi tra loro.
Sembra che il livello profondamente individuale, e quello del tutto, siano sempre presenti nell’esperienza. Si cerca di collassare quelli tra loro e attraverso i temi che compaiono alla mente.
Una danza interpretativa, cantata e musicata, più stimoli e tanto meglio, ed è anche sociale, cosi che anche i sordi la vedano, e i ciechi la sentano, e chiunque capisca a prescindere dalle sue sensibilità. E’ il vantaggio di dover passare per più ambiti per pensare certe cose: che si hanno più ambiti per declinarle.
Chi fa informatica, ingegneria, cose pippolose, son tutte mezzo matte perché il loro lavoro favorisce che entrino in uno stato di coscienza alterato. Per quello in campo dev siamo tutte trans.
Bisognerebbe capire quali lavori favoriscono e quali no.
Lo stato di flusso, certe idee, penso siano favorite dal contatto normale con la natura e un certo stile di vita, e più la vita è modernizzata e più effettivamente ci si scolla dallo stato di natura.
Le persone sono sempre tali per quello si va il sabato a ballare, e la società sarà probabilmente organizzata in senso opposto.
La trance deve essere accessibile a tutti perché funzioni come meccanismo sociale. Chi fa lo sciamano o la sciamana è solo una persona che ci sta più dentro di altre, ma non è necessario che sia uno. Penso che i principi di autorità su questi saperi e pratiche siano ciò che poi fa degenerare la struttura sociale.
In effetti i monoteismi che attribusicono autorialità fuori dall’esperienza interiore della persona, a qualche livello, come non accessibile, relegata ai profeti, sono sulla via verso strutture sociali basate sull’imperio.
I proletari agitati vengono inquadrati nell’istruzione/accademia, gli viene insegnato ad odiare il disagio, o a non saperci parlare più, e poi gli viene chiesto se preferiscono entrare nel pentolone o rimanere nella brace. Viva la brace 1312
Gli ospizi con l’obitorio incorporato come qualcosa su cui pesare la civiltà occidentale
Arte
Quanto si può dire sul concetto di dimensione e forma di lettere, parole e simboli? Quanta tipografia espressiva si può fare e si fa, e quanto è triste la standardizzazione di testi, forme, arti…
Danza
Tutti i movimenti della danza sono tutti i movimenti possibili del nostro corpo. Suona meno stupido se la pensi come cosa bi-univoca e ti rendi conto che imparare a muovere il corpo con la danza vuol dire imparare a fare qualsiasi movimento, davvero.
La quantità di tempo che la società occidentale ci ha messo a trovare opportuna qualcosa come la danza contemporanea, o comunque il balla come ti pare, che è la cosa più naturale e piacevole del mondo, penso la dica lunga sulla sua autisticità.
Mi fa una tristezza vedere l’hip-hop codificato dai bianchi nelle scuole di danza, 1 e 2 e 3 e 4, ed è un simbolo così catastrofico di come funziona la società occidentale.
Lo sweet spot tra ballare liberamente e ballare in mezzo alle persone.
Non hai mai ballato davvero se non è stato come drogarti, e ti consiglio vivamente di cercare l’esperienza.
Ballare e drogarsi è come drogarsi due volte al prezzo di uno. Il risparmio è un razionalismo economico antecedente al baratto, quindi va bene, non è di destra.
Il fatto che questa esperienza sia preclusa, normata, oppressa, socialmente ridicolizzata e quant’altro, sapendo il carattere delle sensazioni e dei pensieri che si hanno durante una danza in qualche modo estatica, vale a dire facendola e sentendosi bene sostanzialmente, dice ancora una volta qualcosa di terribilmente distopico sulla società produttivista.
Spiritualismo
Tutta la questione delle trance, visioni, esperienze mistiche, come le vogliamo chiamare, è stata totalmente rimossa dallo zeitgeist scientifico, e questa cosa non è normale. In generale è incredibile quanto la scienza risulti aggressiva e oppressiva il secondo che pensi di metterla in discussione.
Non conserviamo, nella nostra rappresentazione culturale della filosofia, il suo nocciolo duro, cioè che buona parte di sta gente aveva le visioni e ne parlava tutto il tempo e cercava disperatamente i modi di averle e diffonderle.
Politica
Quelle che chiamiamo “religioni di stato” indicando non la scelta di una culto spirituale, ma il sistema di idee e rituali propri della realtà statale, sono religioni di stato.
Me la prendo con la società occidentale ma non so se sono mai esistite forme di organizzazione sociale che non avessero l’oppressione tra i suoi presupposti.
Non mi interessa saperlo perché il gioco è sempre stato di provarci a prescindere.
“scienza”
Ho deciso di usare le categorie dell’autismo solo nei confronti di chi le produce. La società occidentale, così scientifica e schematica, e così bisognosa di creare l’idea dell’autismo, è appunto autistica. Le scienze a maggior ragione, e via discorrendo, fino all’autismo della burocrazia, quello del mandarsi le mail con delle direttive impersonali in una azienda di 4 persone, 4 di numero, quello del non salutarsi nei pianerottoli o nei negozi o sui mezzi è tutto autismo…
cose cute…
L’universo sembra sia fatto di cose che vogliono riconoscersi come simili e abbracciarsi, a tutte le scale e tutti i livelli.