Pancake bruciati, LLM per sistemisti e tazze a tolleranza zero

Ultimamente ho preso a fare il caffè bollito, perché non ho una caffettiera, ma ho un pentolino e un colino e, in pieno spirito ermetista, ho sperimentato liberamente con varie procedure per preparmelo, partendo dall’idea che comunque che comunque, acqua calda e caffè qualcosa insieme dovranno pur fare.

Questo mi ha dato a pensare sull’idea di errore. Ad esempio, in cucina, al netto del ritualismo, faccio sempre dei gran casini, sporco ovunque, mi casca di tutto e mi brucio spesso.
Alcune disavventure hanno a che fare con la qualità della cucina, e va bè. Altre sono dovute a fattori aleatori, e altre ancora dal non avere “procedure standardizzate e ripetibili” per fare tutto: alcune cose non le ho mai fatte, altre non le ho mai imparate.

Ho anche letto la definizione di una di quelle leggi, tipo quella di Poe, che dice qualcosa sul fatto che automando troppo, si perde la capacità di gestire i momenti di fallimento critici, dove l’automazione non è prevista a prescindere. [L’esempio viene dalla gestione delle emergenze nei servizi online, anzi si cercava ironicamente di misurare quanto le persone siano capaci di svolgere il mestiere senza chiedere a GPT. Il fatto che i primi ad essere cucinati nella rivoluzione AI sia proprio chi lavora nell’ambito sta solo nascondendo la gravità del fenomeno a tutti gli ambiti, a tutte le scale e a tutti i livelli.]

A me capita spesso di versare qualcosa in una tazza (caffè, latte, acqua) e rendermi conto di averne messa troppa. A quel punto mi tocca rovesciare dalla tazza al pentolino, ma la tazza non ha beccuccio e quindi sbrodola tutto. Il problema è che ci sono mille motivi per voler svuotare la tazza, anche a fare le cose piano e con cura.

Il design della tazza non supporta gli errori. L’unica azione corretta dopo aver riempito una tazza con il caffè, per la tazza, è quella di essere usata per bere il caffè. Ma il caffè ha come prerogativa di essere bevuto a prescindere dalla tazza, e la tazza ha come prerogativa quella di contenere ed essere maneggevole.

La decisione di limitare la tazza al solo bere, e non ad esempio al riversare, ha senso solo in una prospettiva a tolleranza zero: sarà anche intuitivo e minimalista fare la tazza in quella maniera, ma in un contesto in cui l’errore esiste a prescindere dal design, è un modo un po’ del cazzo di fare le cose in partenza.

Mi chiedo quanto delle nostre vite è determinato dalla tolleranza zero degli oggetti, dei contesti, delle persone, delle idee. Quanto il ragionamento binario di giusto/sbagliato determini la gravità degli eventi imprevisti, rendendoli catastrofici.

Mi sono risposta facendo un pancake bruciacchiato. Quando la temperatura è bassa, il composto non gonfia, cucina piano, rimane biancastro, si secca troppo. Cotto è cotto, ma non è cotto come piace a me. Se si alza la fiamma invece si inscurisce, dentro rimane soffice, ma va girato in tempo.

A fare tardi, in realtà, niente è perduto: a differenza di una cottura lenta, quando sotto brucia, sopra è ancora liquido, e a girarlo si può ancora avere un ottimo pancake. Ottimo a patto di grattare la crosta nera del lato bruciacchiato.

Questa operazione ho scoperto non avere nessuna conseguenza negativa reale. A prescindere dal pancake che si fa, è comunque troppo caldo per essere mangiato subito. Il bruciacchiato, per conto suo, è tale solo se è quell’incrostazione dura e quindi facilmente rimovibile, altrimenti è ancora il marroncino buono. Allora, a grattare il bruciato, si consuma il tempo necessario comunque a raffreddarlo, e nel mentre ci si dedica ad un atto di cura volto a riparare al proprio errore, e a rendere il pancake la sua versione migliore.

Le dottrine di escalation militare come quelle di israele in aggressione, e iran in difesa, sono esempi di sistemi a tolleranza zero. Razzismo, odio politico e religioso sono conseguenze di sistemi a tolleranza zero. Psichiatrizzazione, buon costume e ristoranti coi camerieri in gilet sono sistemi a tolleranza zero.

Non importa dove, ma vorrei guardassi da qualche parte.

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Cucina Hermetica 4 – Sugo sincero della tribù di Komba

Introduzione

Questa ricetta è un furto ermetico alla cultura dei baka, che prevede una divinità-demiurgo ermafrodita chiamata Komba.

Hermes: […] Come, tornando dalla caccia, sapendo del miracolo della vita, ogni volta gli umani festeggiano e a volte gli umani conoscono Komba, principio della creazione, del fuoco, dell’acqua, e del sapere: e queste sono uno, nel suo spirito si chiamano Jengi, che si guarda dal mostrarsi dopo la caccia quando c’è discordia, e avarizia, e fame; ed è costretto a mostrarsi quando c’è armonia, e condivisione, e salute; poiché queste diventano danze e canti, che sono sapere, e acqua, e fuoco, e principio di creazione, e sono molto cari a Komba.

Doni della natura e del lavoro

Pomodori: Quelli che si hanno

Sul fuoco di Komba, Principio della Creazione

Mettere i pomodori in un pentolino e avvicinarlo al fuoco sacro.

Ballare durante la cottura.

Quando è pronto, servire.

Note

Rodrigue viene da una delle forse trecento tribù dell’attuale camerun. Ha un nome legale che non ha senso abbia, perché la sua tribù è stata evangelizzata, dagli evangelisti proprio, e in Germania non c’è mai stato, e non è il nome non è nella sua lingua, ma in francese coloniale.

Il nome vero, se ce l’ha, non me l’ha detto. Mi chiedo se anche nella sua lingua avrebbe avuto un nome così forte sulla sua dizione francese, su quella “r” meravigliosa. Wodrwigue.

Rodrigue è un ragazzo stupendo, dico sempre, e agli altri racconto sempre delle sue storie con le banane fritte e la carta d’identità, e anche quella che sto per dire. A lui invece ho sempre detto: sembri stromae. Stromae manco è francese, mi ha detto una volta dall’alto del suo metro e novanta. Non è quello il punto, gli dissi, ma quando mi ha messo la mano dietro la schiena per passare in cucina, con le dita tutte distanziate ma gentilissime, mi ha coperto entrambe le scapole, scapole di una nanetta che, comunque, le spalle larghe le ha avute dando al sacco, eppure mi ha presa tutta, come un cestista prende una palla taglia 7 che a me sfugge sempre e finisce sul muso, ma il mio appunto è il sacco e non il basket, e il punto su stromae è che è un gigante francese nero gay meraviglioso, comunque la vuoi mettere Rodri, proprio come te. Non gliel’ho detta così, e comunque ha arrossito e sorriso. Mascalzone evangelista represso, il secondo in due anni tra l’altro.

La storia è semplice: era in italia per studiare ingegneria dell’industria alimentare perché in camerun hanno i pomodori, ma non sanno trasformare le bucce, e in italia invece facciamo il concentrato. Era, molto letteralmente, in missione per la sua tribù: doveva salvare i pomodori del villaggio dalla competizione e dallo spreco industriale. Gli hanno scollettato le superiori nella capitale e il viaggio per l’europa, a lui e a un altro, nel disperato tentativo di sopravvivere. Un villaggio intero appeso a due ragazzi stupendi e alla loro impresa nel mondo del sapere tecnico-scientifico, in un paese di razzisti di merda.

Se te lo stai chiedendo, no: Rodri non è baka. Rodri è un gigante, e i baka sono piccoli. C’è una parola molto facile per dirlo: morditi la lingua tre volte.

Morditela anche prima di spellare una mela, una patata o un pomodoro: con le prime ci fai pancake, torte, biscotti e tisane; con le seconde, le patatine fritte; le terze le puoi lasciare nel sugo, farci il concentrato o la paprika.

Le prime ricette le ho imparate dagli inglesi, le seconde dai russi, e le terze dai camerunensi, e queste sono una montagna di ricette (e di cazzi miei) in due frasi sole, e indovina un po’, con tutte queste persone abbiamo cucinato e mangiato insieme, e non sprecando le bucce abbiamo avuto un piatto in più ogni volta, ed eravamo in armonia: e Jengi si è mostrato a noi, spirito della foresta, Principio della Creazione, e questo è caro al Cosmo, e questo è caro a Komba.

Cucina Hermetica 1 – Come eseguire il rituale della piadina ermetista della rivoluzione totale (panem)

Introduzionem

Hermes: Credo davvero, O chef, che tutti i corpi e tutte le menti, agendo inseguendosi, si trasformino in sé e si trasformino a vicenda; e che trasformino fuori, e che da fuori siano trasformati; e che questa sia una grande banalità, ad ogni livello ed ogni scala; e questo è vero, poiché sto anche un po’ scherzando.

Ma vedrai dunque che la mia verità è quella della cucina come della politica, poiché la mia verità è trasversale a tutte le cose, ed è una mia opinione, e delle opinioni non si convince; e ti invito dunque a provare, da te stess-chef, un rituale della mia scienza, che è quella sia di cucina che di politica, ed è di questo mondo, e della vita, e del movimento; ed è cambiamento, e tutto è uno.

E sappi che l’unica vera ricetta da seguire in cucina è quella di cambiare la ricetta; e questa è la ricetta di tutte le ricette, perché cucinare in accordo con la ricetta, che è ferma, non è di questo mondo; e cucinare cambiando la ricetta, che è cambiamento, è di questo mondo. Perché l’impasto, cambiando, cambia la ricetta; e la ricetta, cambiando, cambia l’impasto; e non sono mai uno, ma sempre-inseguendo, mai-ripetendo, ed è più o meno la cazzata dello yin-yang, ma la mia è un po’ diversa, e in generale queste filosofie mistiche, indovina un po’, ognuna c’ha la sua, ed è in cambiamento, perché quanto è vero il signore il cambiamento è verità a questo mondo, e il signore non so se è vero.

E ad ogni frase saprai che parlo di cucina e che parlo di politica; e che è sempre tempo di cucinare quando ci sono persone da sfamare, e che è sempre tempo di agire quando ci sono persone da sfamare, perché una persona che ha fame, ha fame in mensa e ha fame in politica; e le cose non sono mai separate.

Tabulae Ingredientiei

Materiam – Unum totalis (“…poiché il primo ingrediente è un tutto a sé; e poiché possiate tararvi su quello con gli altri ingredienti…”)

Acquam – Medium totalis (“…poiché l’acquam è due volte densa la farinam, ed è metà volte grande la farinam, e troppa acquam appiccica tuttos, e poca acquam non fa niente, ma poi la devi aggiungerem, e fa i grumis, e questo non è caro al cosmos…”)

Salis – Unum pizzicum (“…poiché siamo fratellim e sorellem di tutti i popolis e tutte le popoles, salem della terram, ma comunquem non siamo in toscana; e comunquem i toscanis e le toscanes sono un po’ meno fratellim, e un po’ meno sorelle, non poiché lo dicum io, ma poiché non sono molto cari al cosmos, ci mancherebbe…”)

Oleum – quantum bastam (“poiché non siamo in franciam, dove invecem si usa il burrum, che è gays; e noi usiamo l’oleum, che è vegano; e ciò che è vegano è bi: e questo è vero in tutte le cose, a tutte le scale e a tutti i livelli, e non chiedetemi di argomentarem…”)

Iniziazionem

Primum consilium: è prima da scegliere la scodella, in quanto onori l’impasto.

Scegliere la scodellam (e in consilium ogni instrumentum cucinatorium), nella sua forma e i suoi bordi, di modo che ospitino il cambiamento di due volte la sostanza, anche se non lievitarem, poiché una massa in movimento copre due volte il suo spazio, e se lo spazio è poco la massa è persa ai bordi; e se lo spazio è troppo la massa è persa alla forma.

Secondum consilium: è prima da preparare ciò che non c’è, in quanto cucina più piano.

È necessario poi avviare il condimentum, da cucinare durante l’impastum; poiché ottimizzare i tempi è caro al cosmos, e la fretta viene dal non aver seguito questa regola; e sappi che la piadina si brucia più in fretta del ripieno, e si raffredda più in fretta del ripieno; ed è sempre meglio avere il condimento prima della piadina, poiché avere la piadina vuol dire dover servirem.

Terzum consilium: l’unione è dell’acquam alla farinam, poiché se no fa i grumis.

Il cosmo favorisce chi vuole spingere la materia, che è la farinam, e che resiste il cambiamento; ed è la sostanza portante della piadina con il suo ripienum. E il cosmo favorisce l’idea che vuole spingere la materia, che è l’acquam, e che accelera il cambiamentum. E sarà quindi l’acquam ad essere versata alla farinam, mescolandum nel mentre, perchéil cambiamentum va spinto pocum, ma massimamente costante, e massimamente forte, poiché sfoci in tutta la farinam, e non in piccoli grumis. E osserva che l’acquam pronta prima della farinam cambierà la farinam troppo in fretta nel mescolandum, che sia massimamente o minimamente forte, dividendum la farinam in molti grumis, che sono tanti piccoli impastum, e non in un impastum unicum, che è l’unico proprio della piadina.

Quartum consilium: salem e oleum a piacerem sunt.

Osserva la preferenza del salem e dell’oleum: non sono nell’impastum fuori di te, ma sono nell’impastum che costituisce te. E sappi che il salem è rottura nell’impastum, e sappi che l’oleum è dissoluzione nell’impastum, e sappi che sono a tua preferenza, e che il salem totalem e l’oleum totalem dipendono dalle preferenze di ogni persona a cucinarem, e di ogni persona a mangiarem, calibrandosi tra loro nell’aggiungere ingredienti, senza mai limitarsi, ma limitandosi nei confronti, ognuno, dell’impastum, e di quel che può ospitarem.

Quintum consilium: l’impastum si stende se è ben amalgamatum, e amalgamarem è facile.

Ricorda sempre che amalgamarem imparare amalgamandum, e nessuna tecnica è superiorem alle altre se imprimono la massimam forzam, con il massimum sforzum; con la minimam fretta della mentem, e con il minimo slogandus del corpus. Osserva quindi che amalgamarem è massimamente efficace se fatto con il movimentum coordinatum del corpus, e della mentem, che non sono mai unum, ma sempre-inseguendosi, mai cessando. E sappi che imparare ad amalgamarem un impastum non è mai generale, ma è specificum di quell’impastum, così che imparare ad amalgamarem e finire di amalgamarem sono unum, tutte le volte.

Sestum consilium: l’impastum si stende in tutte le direzioni, in inseguendum, e mai-cerchiandum.

Così è l’algoritmo stendorum: avanti e indietro, e inseguendum poi orarium o antiorarium, ma una volta orarium mai antiorarium, e viceversa; e sappi che la formam è nel direzionarem, e avanti e indietro è nello spingerem. E non spingerais quanto non è stato direzionatum, e non direzionerais quanto non è stato spintum; e osserva che non importam se è prima spintum o direzionatum; e osservam che in ogni direzione gli spintum non saranno mai pari, ma quelli necessari a seguire i bordi del restum dell’impastum. E lo spessorem sarà quanto graditum.

Settimum consilium:il cerchium è perfettum, e quindi non di questo mondo.

Ricordam che il cerchium perfettum non è possibilem, e cercare il cerchium perfettum vuol dire infine stendere all’infinitum, e mai cucinarem. La piadinam sarà tanto grande quanto necessaria al condimento, e il condimento sarà tanto quanto necessario a sfamare tutti gli chef e tutti gli ospiti, e mai deve essere meno. Aborra quindi ogni discorsum sui cerchiorum, che sono “mentalii pippem”.

Ottavum consilium: il panem cuocem sulla padellam preriscaldata, e la temperatura preriscaldata non è data sapersi

(Inizialmente spargendum oleum sulla padella, minimum e totalmente, e questo non è metaforicum)

Rifuggi da ogni scienza del fuoco, poiché osserva solo manopola e fiamma. In consilium ti dico: la temperatura della padellam dipenderà anche dal ventum, e l’ariam non è scienza esattam come la fiammam, eppure interagendum.

Ogni chef, osservandum da subitum, capendum insieme se la temperaturam è sufficientem o esageratam, valutando sia l’ariam che la temperaturam, sia il colorito dell’impastum e il suo suonum, ognunum con sue scienze. Sempre d’accordo, da ora, gli chef interagendum! Poiché insieme decidendum quando girare la piadina.

E sappi che nient’altro si può dire della cottura del panem, poiché è da vedere sul momentum.

Cucinora Cucinorum insieme

Sappi che due o più chef cucineranno bene insiemem se sono d’accordo nel cambiamento di ognunum, come chef e come ospite, e sono d’accordo nel cambiamento dell’impasto da ingredienti a piadina, nel senso che sono consapevoli che cambieranno anche non volendolo e anche se non si sa in che modo, perché l’importante è la fare la piadina.

Sappi che ognunum proteggerà l’impastum con la responsabilità di avere un cappellum, ben indossatum, e mai togliendulum in cucina.

Sappi che ogni chef indossa cappellum e grembiulem quando cucina, e ogni chef toglie il cappellum e il grembiulem quando mangia, ad ogni livello e ad ogni scala, e mai il contrario.

Sappi che cappellum e grembiulem sono diversi per ognunum, ma devono essere tali per poter cucinare.

Sappi che il cappellum protegge l’impastum dalla chef, e il grembiulem protegge lo chef dall’impastum.

Sappi allora che ogni chef decide da sé se cucinare, sapendo che il cappello non può essere tolto in cucina.

Sappi allora che ogni chef decide da sé se spogliarsi, sapendo che il grembiule non può essere rimesso in cucina.

Sappi che ognunum si proteggerà dall’impastum tanto quanto necessario al proprio corpum, senza esagerarem, perché proteggendosi le manis non si può cucinarem, e scoprendosi il corpus si rischia di sporcarsi.

Sappi allora che ogni chef decide da sé quanto rischiare nello sporcarsi, e quanto sporcarsi, ma uno chef che si sporca poi non può cucinarem, e comunque dovrà mangiare; e uno chef che si sporca troppo poi non può mangiare, perché verrà portato dalle guardie a cambiarsi, e questo non è per niente detto sia caro al cosmo.

Osserva che ad ognunum in interesse a mangiare sia lecito di cucinare, e che a ognunum in interesse a cucinare sia lecito di mangiare. E osserva che se ognunum cucina, e ognunum mangia, salem e oleum saranno calibrati da ognunum, e in accordo ad ognunum. E diffida da chi mangia non cucinando, e da chi cucina non mangiando: poiché mangiano senza cucinare, e quindi sono ladri; e cucinano senza mangiare, e quindi sono velenosi; e sono sempre i poveri di fame, e i poveri di contatto, e insieme sono nobili, e non chef. Imparino dunque prima a farsi servire, se vogliono mangiare, e imparino dunque a indossare cappellum e grembiulem, se vogliono cucinarem.

E sappi che non c’è piadinam se gli chef morendum asfissiatum; e non c’è piadinam se gli chef morendum freddum o caldum; e che quindi si decide insieme sulla finestra apertam, e si decide insieme sulla finestra chiusam, rispettando chi ha più freddum e chi ha meno fiatum.

E sappi che ogni consiglium è tale, e in quanto consiglium vale quello che valem.

Buon appetito. :)

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