ivreatronic memento mori

piazza della pace nel parco a grugliasco, subito affianco al mezcal. ogni giovedi sera un paio di eroici DJ portano un impianto e suonano l’house da un angolo dell’enorme vascone cementato e murettato.

la piazza e’ un cerchio, o un ovale, molto grande, con perfino due mezzi campi da basket e, immagino, dire che suonano da un angolo non e’ sintomo di buona geomtria. ad ogni modo la musica e’ ok, ma purtroppo non tante persone sanno ballare a 120 bpm.

modestamente, io si. arrivo alla pista da sola e qualcun gia’ mi fa i complimenti per come ho sballettato prima, durante il frisbee con le ame. mi si scioglie il cuore e mi faccio coraggio: funziona, la gente si alza, e io vivo di questo

mi avvicino ai DJ. parlo a quello che non sta mixando per comunicare apprezzamento

“io ci credo molto in questa cosa che state facendo. tu chi sei?”
“stocazzo”

che ridere. non solo fa una battuta un po’ cosi, ma ci insiste, e si perde nello scusarsi di averla fatta, e poi nell’insistere che fa molto ridere. insomma e’ tutto impacciato e confuso, capisco che e’ un coglione, o comunque la droga daje, e lascio perdere. alla fine del b2b un terzo DJ li annuncia: il cretino, mi si gela il sangue, e’ enea pascal di ivreatronic.

ora: chi diamine sia enea pascal nello specifico non ne avevo idea, ma conosco ivreatronic, so chi e’ cosmo, e ho sistematicamente boicottato tutti i loro eventi di merda a cui sono stata invitata, tenuti rigorosamente in postacci come il dumbo di bologna e festival antisociali. cosmo non fa neanche musica cosi terribile, ma il suo contesto e’ una merda, la gente che se lo ascolta e’ tutta medioborghese annoiata, e cosi via, e cosi via. nessun dj che rispetterei suonerebbe cosmo. cosmo e’ roba da gabrio, gabrio in cui oggi ad un torinese che stava per raccontarmi delle sue cinque estati, con questa saranno sei, in costa smeralda, gli ho detto che non vedo differenza tra palestina e sardegna, cosi, a bruciapelo, come ho preso a fare per amore di brevita’, cosi che da li in poi i suoi occhi son stati spesso interessati al pavimento, e le sue parole son state molto piu’ selezionate, e la mia pace interiore si e’ sentita molto piu’ rispettata.

finisce di suonare e il disagiato viene in dancefloor e attacca bottone regalandomi la sua birra. ha suonato male, che a volte si e’ svuotato. la bevo girando su me stessa e facendo qualche ondina, dovevi vedermi! nel mentre il coso barcolla, sta tutto infarinato. ci presentiamo, sbaglio e dico “ivreatronica”, me lo fa notare. per tutta risposta lui al posto di chiamarmi al femminile, mi chiama col nome maschile, piu’ la A alla fine, e da li in poi mi misgendera. mi chiede se sono di torino, gli accenno di no, che vengo dalla sardegna. e’ curioso, mi chiede cosa ho studiato, che ambienti frequento, gli dico che torino e’ meglio di bologna, che firenze e’ meglio di bologna. che mi piacciono molto gli spazi e la vita alternativa. lui mi dice che sta qua da sei anni e che, evidentemente, viene da ivrea e fa sto ivreatronic. in questo boomerismo incomprensibilmente precoce mi comunica che lui e’ tra i fondatori, di ivreatronic senza la A, mica cazzi. ecco perche’ fa cosi ridere che si presenti come stocazzo: perche’ sta facendo la grande autoironia all’italiana. questo modo di fare mi stanca subito e torno a ballare.

un’ora dopo la situa scema e lo raggiungo al muretto mentre tiene un comizio ad altri due ballerini con cui avrei voluto fare le chiacchere. sta dicendo un mucchio di banalita’ sulla politica coronato da un “se smettessi di incipriarmi mi candiderei”. sto usando eufemismi che non sono stati usati. accenno che in politica molte persone usano truccarsi, ma lui e’ un fiume in piena e continua a saltare di palo in frasca con frasi ad effetto sulla vita a cui noi danzatori estatici per lui tutti uomini eravamo semplicemente chiamati a rispondere con meraviglia, perche’ e’ “famoso”. per un attimo compare quello che sembra un enorme nativo americano che aveva lasciato la borsa frigo vicino a noi. la borsa frigo tipo LV ma coi loghi di harry potter, annuncia, e da questa estrae un calice di vetro “perche’ bevo la birra solo dal bicchiere”. eclissa. non c’entra niente ma e’ successo e meritava menzione.

enea pascal ricomincia il comizio. in risposta ad una domanda che nessuno ha fatto ci spiega che, con tutto il successo, il tour, i soldi, gli asciugamani neri, “ogni tanto bisogna fare cose umili per tenere il contatto con la realta'”, e che e’ per questo che ora si trova qui tra noi umili mortali. sono tre giorni di fila che mi sento dire che sono troppo polemica e mi censuro.

io mi censuro ma lui fa la cazzata. cos’e’ il genio? non so perche’, non so per come, ma il venduto si gira, mi guarda e, davanti a tutti, senza motivo, mi fa:

“secondo me tu sei un fighetto che si atteggia a squatter”

chi mi conosce puo’ immaginare, chi non mi conosce non legge questo blog. :3

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