Sulla sostenibilità del “progresso”

Mi è stato fatto questo discorso un paio di volte. Forse, nella società semplice, ci si sta dando speranza parlando della “insostenibilità finanziaria della sostituzione” dei lavoratori con l’automazione.

Non mi sembra abbia fermato la rivoluzione industriale.

I soldi sono un gioco dell’elite.

Se possiede, a suo titolo e discrezione: energia, materie prime, impianti produttivi, sapere scientifico, milizie, e manodopera, i soldi non gli servono più, né come strumento di dominio, né di godimento della vita o competizione ordinata, e la moneta scompare.

Come nel feudalesimo.

Le elite perseverano a rendere i soggiogati superflui e discrezionalmente strumentali ai loro fini.

Loro sono i re, le divinità, gli alieni, la razza superiore, i proprietari.

Noi siamo i sudditi, i discepoli, il bestiame, gli inferiori, gli schiavi.

Si è detto in tutti i modi, e ogni volta che l’elite viene mangiata, riparte da capo la degenerazione della sottomissione in schiavitù.

Si può avere più fame di così.

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