خَلِّيك فَضَّي

stamattina avevo appuntamento con xxxx, il mio spaccino, che sta in barriera dove abitavo io, cioe’ dall’altra parte della citta’

ma lui e’ carino con me, ed e’ probabilmente tra gli ultimi anche nel mondo degli spaccini, e ormai abbiamo fatto amicizia quindi continuo a prendere da lui

insomma stamattina mi ghosta ma io vado a cercarlo lo stesso, non lo trovo e l’ultima volta che e’ andata cosi mi son detta: spendo una parte del mio budget adesso, dove trovo, e la maggior parte aspetto xxxxx

vado al parchetto davanti a dove stavo di casa. stanno tre nigeriani all’ombra, su un prato, gli faccio avanti e indietro e mi chiedono cosa cerco

gli do i soldi, “aspetta qua” e parte alla ricerca. non so esattamente come funziona, mi immagino diversi modelli organizzativi (e non) dietro quello che capita

insomma rimango li con una donna che sta seduta a gambe stese su un cartone, con la musica, e decido di attaccare bottone su quella

non parla molto italiano, mi dice che e’ musica nigeriana, mi chino a guardare il telefono, poi mi siedo in terra li vicino

mi dice vieni sul cartone e io tutta contenta me ne vengo sul cartone e li me ne sto

e mi passa un cannone allucinante

e davvero me ne sto li per un tempo indefinito, magari un quarto d’ora, venti minuti, ad aspettare che torni il tizio con la droga

non ci diciamo quasi niente, arriva un altro tizio, parlano un po’, inizio a farmi l’idea che la signora sia a capo della situazione, o comunque un pezzo centrale informativo, perche’ parlano in inglese e qualcosa capisco, e parlano di movimenti di persone e cose nei dintorni, mentre gli uomini girano, si guardano intorno, prendono direttive

e io me ne sto li con sta reggaeton nigeriana, mi sale il cannone, sono le 12 sotto un albero in un parchetto, c’e’ sole ma tira un po’ di vento, e me la godo da morire

finalmente torna il ragazzo ed effettivamente sembrano comunicare addirittura la manovra di riavvicinamento

arriva il tizio e mi passa con nonchalance l’erba arrotolata ai cinque euro di resto, e sembra dire “hai visto che classe?”, e’ soddisfatto

e io a quel punto me la stavo godendo con gli altri con la musica e ho capito che quello che ha fatto non era un gioco, ma un lavoro pulito, e lui era proprio un fico, e la maman pure dice “lui e’ bravo”

e si che e’ bravo, gli sorrido, gli dico grazie mille frati, prenditi sti cinque euro dai, sei un patatino

e abbiamo fatto un po’ convivialita’, ci siamo abbracciati, abbiamo confermato che la musica era proprio ballereccia, che c’era il sole e ce la stiamo godendo nonostante tutto

insomma abbiamo connesso, io devo andare, mi prende e mi dice qualcosa, che mi sono ripetuta duecento volte ma mi sono scordata, e me la traduce: piano piano

come a dire, take it easy

yes brother piano piano

baci e abbracci di nuovo, prendo la bici e me ne vado sballettando, piano piano
2:40 PM

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