Ernia – U2

sai ieri tornando a casa

ero nel controviale condiviso bici/auto a 20km/h (sai cos’è?)

e una piccola macchinina mi supera, mi rallenta davanti

mi fa “beep beep” col clacson e sfreccia via

e tipo io mi piscio addosso questa cosa di beep beep io la vorrei fare in bici ci penso sempre

ma anche a piedi. io mi identifico molto sia in beep beep che in will e. coyote

insomma esce dal controviale e si infila tra gli abitati

gli do la caccia.

pedalo come una dannata, e quella mi sembra lo faccia apposta, che mi aspetti lungo la strada, che rallenti per prendermi in giro

dopo tre svolte si incaglia in un rosso lunghissimo e io da 50 metri non so perché me la prendo comoda, ottimista che il verde non stia per scattare

mi faccio affianco all’auto. è un ragazzo nero di 30-35 anni anche abbastanza malconcio, l’auto dentro anche, non riesco a immaginarmi chi o cosa sia

mi guarda sbalordito e mi fa tipo “ma sei la bici di prima? fino a qui?”

“si sono io”

la strada è vuota

brucio il rosso

chi ha fatto il cartone animato non poteva non sapere che i coyote sono più veloci dei roadrunner

will e. coyote si lasciava prendere dalle soluzioni facili, beepbeep vinceva con l’immaginazione di scamparsela

prima appunto ho visto un incidente, un tizio col macchinone ha travolto di traverso un’altra auto e quegli altri tre son rimasti sul lato, chiusi dentro.

Mi sono avvicinata con un altro ciclista, terrorizzata, aspettandomi morti o feriti gravi. che scoppiasse tutto. L’autista travolgente era dentro, incazzato e sanguinante, e sembrava uno stronzo, e diceva cose da stronzo. L’altra auto stavano già chiamando i soccorsi da dentro. quello al volante lucido, la passeggera era catatonica, dietro non vedevo.

Si avvicinano altre persone, si fermano le macchine, inizia un sopralluogo popolare. Io penso di aiutare lo stronzo ad uscire. È molto alto e muscoloso, sulla 45, attire da pappone, lo giudico molto. mi zoppica un po’ addosso, poi si stacca, e non fa altro che ripetere cose da persona confusa o colpevole, o comunque da stronzo.

Lo invito a sedersi più volte ma deve per forza andare a quell’altri, che stanno orizzontali, che guidano di merda. Questo fa incazzare un’altra alcolizzata alla guida, scesa per premura, che fa per mettersi a discutere con lo stronzo, sicché devo tenere a bada entrambi, e questa cosa inevitabilmente si fa col corpo, frapponendosi, spingendo, parlando all’orecchio, invitando.

devo essere donna e uomo allo stesso tempo, e devo anche fare qualcosa, sicché le scelte sono tante, tutte difficili.

Parlo con gli orizzontali. Chiedo se hanno bisogno di qualcosa, magari dell’acqua. Se non altro, aiuta a calmarsi. Quella catatonica si ingegna tutta per tirare fuori una bottiglietta e fa come per passarmela dallo sportello dell’autista. “dicevo per voi. per voi. per te”. dopo un po’ capisce e beve. è la prima che hanno tirato fuori, a quel punto sono andata via, ma ho sbagliato direzione del viale, e quindi ci sono ripassata, e poi ho inseguito beep beep, e ci sono ripassata, sicché per fare mezz’ora di bici sono rimasta fuori due ore.

e per non fare torto al vero metto insieme le due storie perché sono successe nello stesso viale, alla stessa persona, nello stesso viaggio di ritorno, e passerò una vita a studiarmele nella testa.

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